ARCO FELICE – La strada è stata (finalmente) aperta: un mese di disagi e bugie

Via Arco Felice Vecchio è stata finalmente RIAPERTA al traffico, dopo settimane di solleciti in Città Metropolitana: ma abbiamo davvero poco da festeggiare.

Le comunità di Bacoli e Monte di Procida sono state in trappola per oltre un mese. E prese in giro. Innanzitutto perché i lavori, per cui si è resa necessaria la chiusura della strada, dovevano servire per permettere nuovamente il transito di due auto, contemporaneamente, sul ponticello. Invece, e le immagini parlano chiaro, non è stato così.

A cosa sono serviti lavori così lunghi? Mistero.

Ma non è tutto. La strada che, da Piano di Protezione Civile, è ufficialmente considerata “via di fuga” per decine di migliaia di persone, è stata lasciata chiusa per almeno due settimane senza che fosse fatto neanche uno scavo. Nulla. In attesa di autorizzazioni, tra Comuni, Soprintendenza, ed ex Provincia, una “via di fuga” che coinvolge Bacoli, Monte di Procida e parte di Licola, è stata chiusa alla viabilità senza, quindi, alcun motivo.

Solo una decina di giorni fa, il cantiere è finalmente partito. E solo dopo i solleciti pressanti di cittadini ed associazioni. Alla faccia dai gravissimi disagi vissuti da residenti e commercianti.

Infine, “dulcis in fundo”, l’apertura della strada, avvenuta ieri sera, solo per pochi minuti, sebbene la carreggiata fosse coperta da terreno, alberi e rami caduti, è stato l’ultimo atto di questa imbarazzante commedia. Che segna il senso di strafottenza e pressappochismo con cui, chi di competenza, ha affrontato questo cantiere di così importante rilevanza per la viabilità (tra l’altro fondamentale anche per raggiungere l’ospedale) dei Campi Flegrei.

Essere una città commissariata non significa essere privati dei diritti essenziali: tra cui quelli alla sicurezza ed alla mobilità.

Ognuno faccia il proprio dovere.

Non accettiamo che la comunità flegrea venga presa in giro.

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