E’ morto Paolo Caputo, soprintendente degli scavi di Cuma e di Baia sommersa. Il cordoglio del Comune di Bacoli

All’età di 61 anni è venuto a mancare l’archeologo Paolo Caputo, il funzionario soprintendente degli scavi di Cuma e dei Parchi sommersi di Baia e della Gaiola. Il mondo della politica bacolese gli tributa tutto il cordoglio e tutta la vicinanza possibile alla sua famiglia. Anche l’Associazione Freebacoli, naturalmente, intende esprimere il proprio cordoglio per la prematura scomparsa del Dr. Caputo con il quale, negli ultimi anni, specialmente in occasione delle ultime due edizioni di “MonumenTIAMO”, non è mai mancata la collaborazione e la disponibilità per la realizzazione dell’evento.

Messaggio di cordoglio arriva anche dal Comune di Bacoli attraverso una nota pubblicata sul sito istituzionale del comune che annovera anche un bel messaggio dell’Assessore ai Beni Culturali Gennaro Di Fraia. Ecco quanto si legge:  “Il Sindaco Josi Gerardo Della Ragione, i membri della Giunta e del Consiglio Comunale e tutti i dipendenti del Comune di Bacoli esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa del Dott. Paolo Caputo, il funzionario archeologo responsabile del Parco Archeologico di Cuma nonchè del Parchi Sommersi di Baia e della Gaiola“.

Di seguito il messaggio di cordoglio dell’Assessore ai Beni Culturali Gennaro Di Fraia:

“Cuma ha perso oggi uno dei suoi figli più cari. Un figlio d’elezione, nato altrove, che qui ha speso i suoi anni e le sue energie migliori, illustrando le infinite storie di un passato glorioso celato dalla terra e dalla dimenticanza. Paolo Caputo è stato stroncato da una breve malattia che ha interrotto i suoi sogni, le sue speranze, i suoi tanti progetti.
Era un funzionario integro e scrupoloso, uno studioso attento e sensibile, uno scavatore instancabile. Da oggi non si aggirerà più nella piana e nelle grotte della città della Sibilla, né scalerà più quell’acropoli veneranda ricoperta di boschi carezzati dal vento del mare.
Non lo si incontrerà al suo tavolo da lavoro, nell’ufficio ingombro di pratiche. A Cuma, il dottor Paolo Caputo non c’è più, anche se vi resterà per sempre.
E’ lui che ha riportato alla luce il tempio di Iside, parte dell’anfiteatro e tante, tantissime altre presenze, svelando anche i misteri della Crypta Romana sotto l’acropoli.
Amava ogni periodo della storia del sito che gli era stato affidato e la illustrava incessantemente, con una fitta serie di pubblicazioni e conferenze.
Aveva solo 61 anni. Gli sia lieve la terra, gli sia concesso il dono del ricordo e della gratitudine.
La nostra terra glielo deve”.

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