In viaggio da Montesanto a Bacoli: “Le mie tre ore di agonia” – Lettera

cumanaIn seguito allo sciopero degli addetti ai passaggi a livello proclamato dal gruppo sindacale USB Lavoro Privato, nella giornata di ieri Martedì 21 Maggio 2013, i pendolari del servizio di trasporto pubblico su ferro della Cumana hanno subito numerosi ed esasperanti disagi dalle 18 in poi ( ora di inizio dell’agitazione ). Di seguito si riporta la lettera di una lettrice indignata per quanto successo nella serata di ieri, che pubblichiamo integralmente al fine di sensibilizzare i vertici aziendali che gestiscono questo servizio e gli stessi autoferrotranvieri, che continuando a indire manifestazioni singole e sporadiche non fanno altro che continuare ad arrecare spiacevoli problemi agli utenti del servizio.

La proposta che lanciamo agli stessi è di seguire il coordinamento regionale di associazioni e cittadini sulla questione dei trasporti pubblici, che si sta mobilitando sia sui social network che in riunioni tra Napoli e provincia al fine di organizzare una grande azione di protesta collettiva che includa le vertenze di tutte le forze sane e le categorie coinvolte. Il problema dei trasporti pubblici colpisce tutti, pendolari e lavoratori.

La lettera

  • Ore 20:10. Fine della giornata di lavoro e come tanti altri poveri pendolari ci avviamo alla stazione in attesa della cumana.
  • Ore 20:15 annunciano alla stazione di Montesanto che il treno terminerà la corsa ad Agnano e che da lì una navetta ci avrebbe accompagnati a cantieri per poi proseguire la corsa verso Torregaveta, col treno.

E fin qui nulla di strano, basti pensare che c’era pure scritto un annuncio: “Il giorno 21 i treni potranno subire ritardi dalle ore 18 a finire dello sciopero dei casellanti”. O qualcosa del genere.

  • Ore 20:20 partenza della cumana per Agnano.
  • Ore 20:30 arrivo ad Agnano.
  • Ore 20:45 arriva il pullman con tanto di gentile autista (è fantascienza?!)
  • Ore 21:15 arrivo ad Arcofelice. E qui la tragedia: il treno non ci aspetta. Trascorrono 30 minuti prima che ne arrivi un altro che avrebbe dovuto trasportarci a Torregaveta ma che, signori e signori, ci riporta magicamente a Pozzuoli! Incredibile.

Ma l’incubo continua.

  • Ore 21:30 siamo fermi a Pozzuoli.
  • Ore 21:50 partiamo da Pozzuoli, stavolta con il treno che va nella direzione giusta.
  • Ore 22:10 ci fermiamo a Cantieri.
  • Ore 22:15 si riparte lentamente tra le liti e i malumori dei passeggeri che manifestavano così il loro disagio.
  • Ore 22:25 ci ritroviamo nuovamente ad Arcofelice.

Ci sentiamo stupidi, presi in giro. Ci domandiamo di chi sia la colpa di tutto ciò: della società che non sa organizzarsi, dei passeggeri che non si lamentano mai, dei controlli assenti o dei dipendenti della Eavbus. O della Sepsa. Ma non troviamo risposta. Sappiamo solo che ci sentiamo come pecore sequestrate. Le uniche a pagarne le conseguenze.

Continua l’agonia.

  • Ore 22:30 arriviamo a Lucrino.
  • Ore 22:40 arriviamo al Fusaro. E di qui ci incamminiamo a piedi verso casa perché, si sa, a Bacoli dopo le 21:15 i pullman sono solo un ricordo.
  • Ore 23:50 ritorno a casa, con appena tre ore di ritardo.

Stamattina mi sveglio con un emicrania lancinante, raffreddore e 38 di febbre a causa del vento e della pioggia del giorno prima. E del tutto il sistema marcio in cui viviamo.
E penso: perché? Perché non c’è logica e rispetto?
Io non lo so.

Immacolata Giordano

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